martedì 5 luglio 2011

Numero 0864, Codice E.15.18, Tessera 2148


Un breve estratto dalla relazione di maggioranza risultato dell'inchiesta parlamentare sulla loggia massonica P2

Il Firrao figura anche come dirigente della SACE (Società di Assicurazione per i Crediti nell’Esportazione) ed è compreso negli elenchi della Loggia P2.
Non sembra inutile sottolineare come in tal modo Gelli ed Ortolani possano aver conseguito un controllo in un settore chiave dell’amministrazione statale dalla quale passano tutte le operazioni di natura valutaria.
Si ricordi infine che presso il ministero del Commercio con l’Estero funziona pure un Comitato interministeriale composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri, dell’Industria, della Difesa, delle Finanze e del Commercio con l’Estero, nonché del SISMI (in precedenza del SID) che esercita il controllo sulla vendita delle armi a paesi terzi.
Ad ulteriore conferma dell’interesse che un qualche potere non istituzionale aveva per il ministero del Commercio con l’Estero si può ricordare quanto riferito nella sua audizione in Commissione il 24 gennaio 1984 dall’onorevole Zanone. Nel 1979, in occasione della formazione del primo Governo dell’VIII legislatura, il ministero del Commercio con l’Estero, anziché essere affidato, come sembrava in base agli accordi di Governo, all’onorevole Altissimo, fu assegnato di nuovo a Stammati: Zanone afferma che egli ebbe l’impressione che forti pressioni fossero state esercitate perché si addivenisse ad una soluzione del genere. Riscontriamo tra l’altro che successivamente venne attribuito all’onorevole Enrico Manca, elenchi della Loggia P2.

In questo estratto, a cui trovate il link in calce all'articolo, compare il nome di Enrico Manca correlato ai tentativi della loggia di prendere il controllo della componente economica dell'amministrazione valutaria italiana.

Manca fu poi assolto, in un processo veramente fulmineo (da un articolo dell'archivio storico del Corriere della Sera)

Manca vinse la causa e il primo record fu la sua velocita': meno di otto mesi in tutto. Il secondo record fu la formula con cui vinse. Per i giudici non solo la sua partecipazione alla P2 "non era provata", ma "esisteva la prova positiva" del contrario.

Restano però parecchie ombre (definirle ombre è riduttivo) sulla vicenda:

Tale "prova inoppugnabile", rimasta agli atti, fu una testimonanza resa nel 1981 da Maurizio Costanzo: "Manca mi disse che ad iscriversi non ci pensava proprio". La sentenza fu pronunciata il 12 luglio 1985 dalla prima sezione del tribunale civile, presidente Filippo Verde (oggi accusato, tra l'altro, di aver avuto da Previti centinaia di milioni). L'estensore della sentenza fu invece Carlo Izzo, che con Previti, Verde e lo stesso Manca partecipo' tre anni dopo ("Non sborsai una lira") al gala' americano per Craxi.

Nel 1986 Manca viene nominato presidente della RAI.
Viste le relazioni con Craxi, Previti (avvocato difensore) e Carlo Izzo non sembra proprio la trasparenza fatta persona.

Racconta Vittore Pastucci (terzo contribuente della Capitale, poi finito in cella per storie di titoli falsi):

I giudici Verde, Mondello e Zucchini erano costantemente invitati alle feste di Cesare Previti, tanto che le loro mogli solevano vantare l' opulenza di quelle feste. Le paragonavano a quelle che io ormai non davo piu' e che comunque ritenevano di tono minore"

La loggia P2, la pubblica amministrazione e la magistratura – I rapporti con la pubblica amministrazione

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