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mercoledì 7 settembre 2011

Raccolta firma per abrogare legge elettorale

Gli osservatori attenti, nei giorni scorsi, avrebbero potuto notare un interessante movimento anticiclico, all’aeroporto di Fiumicino. Mentre tutti gli italiani tornavano dalle vacanze c’era un uomo di piccola statura che si trasportava dietro, all’imbarco di un aereo per la Sardegna, un bustone pieno di moduli. Se ti avvicinavi bene, mentre parla ad alta voce con il suo arcaico Communicator della Nokia, lo riconoscevi subito. Si trattava di Arturo Parisi. L’ex leader dell’Asinello stava volando a Sassari, a Castelsardo e Cagliari per raccogliere firme, per l’ennesima tappa di un tour che lo ha visto girare come una trottola per tutta l’estate.

Per cosa? Ma per il referendum, ovviamente. Entro la fine di settembre (il 25) i promotori devono mettere insieme 500mila firme per poter sperare che il quesito sia sottoposto agli elettori. Anzi, i quesiti sono due (che perseguono un unico fine) e hanno una finalità chiarissima: abrogare la legge Calderoli che garantisce i nominati in Parlamento con le liste bloccate.